Senzaco’ 2025, Vigneti Santa Liberata
È il primo vino PIWI della Regione Marche, quindi innanzitutto i complimenti ai coraggiosi produttori di Vigneti Santa Liberata a Fermo che hanno deciso di sperimentare il Soreli.
Per chi non lo sapesse è un incrocio del Friulano (ex Tocai) con Kozma 20-3 che è il portatore delle resistenze.
Bottiglia leggera e sostenibile per un vino che si presenta alla vista limpido e cristallino, i profumi sono intensi, freschi e primaverili, di fiori di glicine e frutti esotici. Le uve di Soreli sono coltivate in Biologico e provengono dalle tenute di Carassai (AP).

All’assaggio ha una piacevole acidità e freschezza d’ingresso, la sapidità è limitata. Si allarga ammorbidendo il palato con sensazioni gliceriche e alcoliche (13% Vol.). Il retronasale mi ripropone un floreale di glicine e un frutto bianco tra la pera matura e il litchi. Chiude lasciandomi sentori dolci fruttati in una persistenza aromatica abbastanza lunga. A tavola lo apprezzerei servito ben freddo con una pasta alle sarde o in accompagnamento a del formaggio pecorino stagionato.

Senzaco’ è allineato alla mia idea di vino bianco marchigiano, ci trovo il territorio ed in parte quella che è la genesi del Soreli, ovvero il Friulano. Mantiene una bella parte floreale ma qui acquista struttura e si allarga al palato molto più di un Soreli del nord.
Ben arrivato al Senzaco’, provatelo!





