AppassionataMente PIWI
Due nuovi vini dalla Cantina Friulana San Simone di Porcia (PN).
Se l’etichetta è il biglietto da visita di un vino i due qui presentati invitano alla riflessione sulla purezza e sull’apertura mentale.
I vini da vitigni resistenti affrontano proprio queste tematiche, si propongono come novità, diversa dal vino da varietà tradizionali e quindi serve la predisposizione ad aprire la mente e valutarli. Inoltre permettono un approccio concreto verso una viticoltura con il più basso intervento in vigna e in cantina, dando senso al concetto di purezza nel vino.
PuraMente 2025, San Simone
Il bianco di San Simone senza solfiti aggiunti e non filtrato ottenuto da uve Fleurtai e Soreli, due incroci resistenti (PIWI) del Friulano (ex Tocai).
Naturalmente velato, porta con sé un bel bouquet di fiori, erbe officinali come il basilico e frutti bianchi di pesca.

In bocca quella nota vegetale si amplifica in ricordi di mentuccia e spezie piccanti, mentre la spiccata acidità e la verve salina spingono in verticale sulle papille gustative rendendo il sorso vivace.
C’è vitalità primaverile ed una forte attitudine ad accompagnarsi per contrasto a pietanze dalla tendenza dolce, penso a del formaggio Asiago fresco o a del prosciutto crudo di San Daniele.
PuraMente arriva dritto e freschissimo, consistente, e con un volume alcolico limitato (12,5%).

Questa interpretazione del Fleurtai e Soreli è nuova e diversa dalle altre conosciute, la migliore a mio parere. Non avevo mai riscontrato così tanta vitalità e il contenimento discreto dell’aromaticità tipica di queste varietà.
Degustato freddo a circa 7˚C l’ho poi lasciato prendere temperatura ed aprirsi in tutta la sua naturalezza. Ottimo vino.
TriplaMente 2024, San Simone
È il fratello di PuraMente con l’aggiunta del Sauvignon Rytos alle uve di Fleurtai e Soreli.
Alla vista è limpido, cristallino. I profumi sono più complessi e con un richiamo vegetale al Sauvignon blanc. Il Sauvignon Rytos è tra i tre incroci del Sauvignon blanc registrati quello meno diffuso, l’uva ha un grappolo medio piccolo e aromi spiccati di frutta tropicale. Nell’uvaggio con le altre due varietà trova una sua collocazione gregaria che ne valorizza l’identità e conferisce complessità aromatica al vino.

Al palato è largo e consistente. Si percepiscono le diverse sfumature date dai tre percorsi di affinamento: acciaio, tonneau e anfora. È equilibrato negli aromi. Gli angoli sono smussati, la piccantezza si è ammansita ad accarezzare il palato mentre l’identità minerale e salina si è armonizzata. È un bianco strutturato che strizza l’occhio alla Borgogna e preferisce il vestito della festa ed una cena a base di frutti di mare.

Nel retronasale torna un bel frutto giallo e tropicale. Si allunga e sfuma in modo composto. Ottimo anche questo vino. Non trovo niente da obbiettare, mi piacciono entrambi perchè sono vivi e soprattutto perchè credo che in San Simone siano riusciti a far esprimere al meglio queste varietà.
Poi se dovessi dire quale dei due è il mio preferito direi il PuraMente, la sua piccantezza e vitalità fuori dagli schemi mi hanno conquistato.






