Pinot Iskra, Pieropan
Quello di Pieropan è il primo ed unico Pinot Iskra in commercio, incrocio resistente del Pinot bianco realizzato nel 2002 a Udine, ha nel suo genoma due marcatori di resistenza alla peronospora e tre all’oidio.
Il vino da parte sua è figlio della storia ultra centenaria della cantina Pieropan di Soave. Il vigneto di P. Iskra è stato realizzato sul tetto della nuova cantina, riprodotta in etichetta in una bottiglia altissima che raggiunge i 36 cm.
Leonildo Pieropan oltre ad aver realizzato quello che secondo me è il miglior Soave assaggiato, il Calvarino (primo Cru bianco italiano), è stato anche tra i fondatori della FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, nata per tutelare e valorizzare il lavoro dei vignaioli italiani.
Le uve del Pinot Iskra di Pieropan sono coltivate in Biologico e lavorate con una pressatura soffice ed una fermentazione del solo mosto fiore in vasche di cemento vetrificato.
In degustazione si presenta cristallino e di un giallo paglierino dai riflessi dorati.

Al naso arrivano profumi floreali e vegetali abbastanza intensi che si aprono sui frutti bianchi come la pesca e la pera, c’è poi una nota particolare che mi ha ricordato le palline di canfora che una volta si mettevano negli armadi. L’insieme olfattivo è complesso e fine.
All’assaggio si avvicendano sensazioni di freschezza e cremosità. Mentre quelle note olfattive particolari nel retrogusto si traducono in un fruttato di mela e di frutti a guscio come la nocciola e la noce. Quell’aroma che mi ricordava la canfora assume i contorni d’erba aromatica di rosmarino. La salinità accompagna il sorso dall’inizio alla fine e ne determina un carattere minerale che aiuta e invoglia il nuovo sorso.
È il primo Pinot Iskra che assaggio e non avendo riferimenti di altri vini posso dire che in questa situazione si esplora qualcosa di totalmente nuovo rispetto al legame parentale con il Pinot bianco, che tra l’altro non è una varietà che amo particolarmente, sarà che dopo un paio di calici il Pinot blanc mi stanca. In questo caso il giudizio è molto più positivo perchè l’impronta del Pinot blanc occupa solo una parte dello spazio aromatico lasciando spazio ad altri sentori che lo rendono ben più interessante.

Al primo assaggio è potente, per qualcuno potrebbe essere spiazzante, è diverso dai “soliti” e inaspettato. Questo è il suo pregio, l’identità forte e unica, come un primo incontro dove ti immagini una certa persona e ne trovi una completamente diversa che però via via che la conosci ti affascina proprio per quelle diversità che comunica.
Nei giorni precedenti ho assaggiato anche il Soave Classico e il Cru Calvarino di Pieropan, pietre miliari di Soave. Ricordo ancora una degustazione di vini di Soave di una decina di anni fa quando dopo vari assaggi arrivai da Pieropan e trovai nei loro vini qualcosa di nettamente superiore e unico. Ora che ho assaggiato questo Pinot Iskra ritrovo un filo conduttore che distingue i vini di Pieropan da tutti gli altri.
In abbinamento lo vedo adattarsi alla grande con i crostacei. Penso anche che mi darebbe grandi soddisfazioni con la tipica cotoletta alla milanese, non quella bassa schiacciata ma quella alta 3 dita cotta nel burro chiarificato…
Provatelo, e se ne avete voglia lasciatemi il vostro giudizio. Il Pinot Iskra di Pieropan lo trovi anche qui.





