Renato Cervo, PIWI e agricoltura sinergica

Avevo assaggiato anni fa i primi vini di Renato ma poi ne avevo perso di vista la produzione e adesso che è passato a trovarmi per scambiare due chiacchiere e per lasciarmi una campionatura, sono ben felice di gustare l’evoluzione del suo progetto viticolo a San Gregorio nelle Alpi, in località Saltoi. Progetto fondato sull’agricoltura sinergica, nella quale il concetto di naturale ha piena cittadinanza (per maggiori dettagli contatta direttamente Renato attraverso il suo sito web). I vigneti occupano solo 1/2 ettaro e sono solo due le varietà coltivate, totalmente a mano, Solaris e Cabernet Cortis.

108 (ancestrale) – Renato Cervo
Profumi fini floreali e di lieviti in questo 108 di Renato Cervo. Da uve di Solaris che in vinificazione fanno una pigiatura soffice e mosto lasciato a contatto con le bucce e i raspi per una giornata. Fermentazione spontanea che al raggiungimento di 10/12 g di zucchero residuo viene fermata abbassando la temperatura a circa 0 gradi. Imbottigliato in attesa della rifermentazione senza l’aiuto di mosti o zuccheri aggiunti.
La spinta carbonica apre al palato un’ondata di freschezza con sentori retronasali agrumati e di mela verde con ricordi di frutta secca che sfumano in alternanza tra il cremoso al palato e il retrogusto leggermente amarotico. Aldilà dei ricordi sensoriali che mi ha stimolato, si evidenzia una sensazione di vitalità e naturalezza che invoglia il nuovo sorso. Al terzo/quarto assaggio ne apprezzo la freschezza accompagnata da sensazioni minerali che si prestano ad accompagnare un aperitivo ben strutturato.
Questa a mio parere non è propriamente la stagione per gustarsi fino in fondo un frizzante metodo ancestrale ma certamente con l’arrivo del caldo ne vorrei una scorta al fresco da gustarmi sotto la pergola o sotto l’ombrellone.

Risveglio – Solaris – 2023 – Renato Cervo
Ha il colore del fieno maturo e profumi che ricordano fiori gialli e miele. In bocca è fresco e strutturato, con un retrogusto agrumato di lemongrass e mela verde. Nella progressione si apprezza la vena salina e la sfumatura amarotica finale.

Con il salire della temperatura si allarga in sensazioni morbide e polpose al palato. Il volume alcolico del 13% è adeguato e “scalda” quella tensione che accompagna questo Solaris. Un vino dove la verticalità stimola il sorso dall’inizio alla fine.

Io sono – 2023 – Renato Cervo
Profuma di miele e di resine d’albero, di fiori essicati e agrume dai ricordi d’arancia rossa. In bocca le sensazioni sono di ampie e avvolgenti. I tannini non sono aggressivi e con la leggera nota salina contribuiscono alla matrice espressiva di questo vino.

La fermentazione a contatto con le bucce è stata di 15 giorni, seguiti da un affinamento di 10 mesi in barrique di rovere. Ne risulta un “orange” levigato e maturo, docile al palato. Non particolarmente lungo ma con una piacevole chiusura minerale. Equilibrato e non estremo, per cui adatto all’abbinamento con numerosi piatti. Assaggiato freddo il giorno dopo, a circa 7/8°, cambia registro ed esalta le sue caratteristiche “verticali”, minerali saline, d’acidità e un retronasale ricco di sfumature compresa quella balsamica. Ottimo Solaris macerato.

Calì – 2023 – Renato Cervo
Questo è il rosso di Renato da uve di Cabernet Cortis, effettua la fermentazione malolattica in botte di rovere di secondo passaggio e un affinamento di 8 mesi prima di essere imbottigliato e riposare altri 6 mesi in bottiglia. Rosso rubino scuro, quasi impenetrabile. Si percepisce già alla vista una corporatura consistente. Il naso offre ricordi di Cabernet nelle note di piccoli frutti di bosco e in quelle vegetali che mi spingono il ricordo verso il sedano e le erbe officinali.


In bocca è vivo e fresco d’acidità, con un tannino piacevolmente presente e affilato. Pronto per essere messo in tavola con qualche succulenta ricetta. Bel finale salino con sensazioni sabbiose/setose al palato. Il retrogusto è pulito e si ritrova una buona complessità. Anche nella persistenza offre una buona performance.

Nel complesso i vini di Renato regalano uno spaccato reale del territorio Bellunese e un’identità ben precisa che rispecchia i valori del produttore. L’ambito potrebbe essere accomunato alla categoria dei “vini naturali” ma questa definizione è troppo vaga o troppo stretta mentre i vini in questione hanno una forte personalità e sanno trasmettere emozioni.