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Lo Johanniter di Revò

I due vini che vi presento sono prodotti dalla cantina “El Zeremia” di Lorenzo Zadra. Sono due vini “supernatural” che arrivano da una varietà di vite speciale, lo Johanniter. È un vitigno resistente alle malattie, in gergo chiamato PIWI (da Pilzwiderstandsfahige), un termine tedesco che si è ormai diffuso anche in Italia. L’origine di questa varietà ed altre resistenti, sono riconducibili all’Istituto di Ricerca di Friburgo dove nel 1968 il Professor Johannes Zimmerman ha realizzato gli incroci. Il nome Johanniter è un tributo al suo creatore.

Giusto come informazione, gli incroci sono stati fatti in modo naturale, non pensate a OGM o chissà quale artificio, sono avvenuti per impollinazione e selezione dei semi. L’incrocio dello Johanniter deriva da varietà di Vitis vinifera, in particolare il Riesling renano ma anche il Pinot Gris, con varietà resistenti di Vitis Rupestris (Americana). In Italia, l’incrocio e la selezione è stata fatta all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (TN) e la varietà è stata registrata nel 2013 nel Registro nazionale delle varietà di vite.

Ed è proprio in Trentino, a Revò (frazione di Novella), che l’azienda agricola “El Zeremia” coltiva le sue vigne di Johanniter all’altitudine di 700 m/slm su terreni di matrice calcarea e sabbiosa in località Sperdossi.

Il termine “supernatural” è la libertà che mi prendo per indicare dei vini che derivano da uve che hanno visto il più basso numero di trattamenti.

Fatta la doverosa premessa veniamo alla degustazione e alle sensazioni che ho provato. Se tra chi legge c’è qualcuno che ha assaggiato questi vini mi piacerebbe sapere la sua opinione e quale ricordo si porta.

Vino spumante Johanniter, millesimo 2017, El Zeremia

Si presenta con grande eleganza in un vestito cristallino dal perlage fine, molto persistente. Bollicine che non finiscono mai, quelle piccole piccole che annunciano uno spumante di qualità. I profumi nasali raccontano di agrumi come il cedro e di pomacee. L’assaggio è strutturato e arricchito dalla bella sapidità che accompagna gli aromi di mela e pera una volta che l’anidride carbonica si affievolisce. Nel retrogusto ci sono ricordi ammandorlati e fermentativi a completare un bouquet di tutto rispetto. La persistenza degli aromi è lunga ed il finale pulito ed elegante. Come metodo classico sosta 12 mesi sui lieviti e poi riposa in bottiglia. In questo millesimo 2017 si ritrova una bella fragranza e una personalità elegante. Ottimo per l’aperitivo ma ancora meglio ad accompagnare, ad esempio, delle portate di crostacei. È uno Spumante “ricco” che merita d’essere stappato in occasioni speciali.


Johanniter 2019, El Zeremia

Qui siamo di fronte ad un vino dai profumi più intensi e variegati. Dalla mela golden al mandarino. All’assaggio si aggiunge del fruttato tropicale che ricorda l’ananas. Di buon corpo ha un volume alcolico del 13% che è ben controllato dalla notevole acidità e mineralità. La mineralità è intesa come sapidità e sensazione di pietra bagnata. Mi piace come a tanta freschezza faccia da contorno, nel finale, una burrosità sapida e la voglia di fare un’altro sorso. 

I “supernatural” di Lorenzo Zadra  hanno un’impronta unica che si ritrova in entrambi i vini, è una spiccata sapidità che dona personalità e valore. Due vini che esprimono molto bene il terroir di Revò e che trovano nella varietà Johanniter un “sostenibile”alleato. Non è un caso che nell’etichetta di Lorenzo Zadra vi siano due mani che sostengono il pianeta. Questi vini sono scelte concrete di sostenibilità e nella loro piacevolezza dimostrano che la via è quella giusta. Coltivare varietà resistenti vuole anche dire intervenire il meno possibile in vigna, non consumare risorse e proteggere la salute di chi lavora in vigna e l’ambiente circostante.

Nel frattempo ho ripreso lo spumante per un’altro assaggio e, caspita se mi piace…

Azienda Agricola El Zeremia di Zadra Lorenzo, Via dell’Emigrante 15, Fraz. Revò, Novella (TN) – sito

Registrate in Italia 12 NUOVE VARIETÀ di viti resistenti (PIWI)

Salgono così a 32 i vitigni nati da incrocio di varietà diverse di vitis e resistenti alle malattie fungine, presenti nel Registro Italiano delle varietà di vite.

1) Termantis ‘F22P09’* (N)2) Nermantis ‘F22P1o‘* (N) 3) Charvir ‘F23P65‘* (B) 4) Valnosia ‘F26P92‘* (B) 5) Pinot Regina (N) 6) Cabernet Blanc (B)7) Cabertin (N) 8) Pinotin (N) 9) Pinot Iskra (B) 10) Kersus (B)11) Pinot Kors (N) 12) Volturnis (N)

*Varietà registrata a luglio 2020 con il codice riportato, successivamente modificato nel nome a Ottobre 2020 diventato definitivo. N: bacca nera – B: bacca bianca

Le prime quattro sono completamente italiane e arrivano dalla Fondazione Edmund Mach (FEM), di San Michele all’Adige (TN), inizialmente registrate con un codice identificativo hanno ricevuto successivamente il nome definitivo.

(nda. post corretto ad ottobre 2020):

Termantis (ex F22P09), Nermantis (ex F22P10), Charvir (exF23P65) e Valnosia (ex F26P92). Questi incroci sono il frutto di oltre 12 anni di ricerca che ha visto impegnata la FEM, capitanata dal Prof. Marco Stefanini come coordinatore e il team di ricercatori composto da Giulia Betta, Marco Calovi, Andrea Campestrin, Cristian Chiettini, Silvano Clementi, Monica Dalla Serra, Cinzia Dorigatti, Daniela Nicolini, Tiziano Tomasi, Silvia Vezzulli, Monica Visentin, Alessandra Zatelli, Luca Zulini. A questi vanno aggiunti altri ricercatori FEM che si sono prestati per specifiche parti necessarie all’iscrizione.

Attraverso la collaborazione con CIVIT, Consorzio Innovazione Vite, che ne gestirà il brevetto, le nuove varietà sono pronte per essere coltivate, non solo in Trentino ma in tutta Italia, dopo il necessario periodo di osservazione nelle diverse regioni.

Termantis (F22P09) e Nermantis (F22P10)

Termantis F22P09 (foto FEM)
Nermantis F22P10 (foto FEM)

Termantis (F22P09) e Nermantis (F22P10) sono a bacca rossa, incroci tra Teroldego e Merzling. Presentano caratteristiche di buona tolleranza nei confronti dei funghi peronospora e oidio, ma presentano anche un buon contenuto in antociani, con livelli di diglucosidi inferiore ai limiti legali ammessi nei vini, e polifenoli totali ed un ottimo rapporto zuccheri-acidi. Dalle loro uve si ottengono vini con buona corposità e consistenza e con un buon contenuto in tannini e aromi a gradevole nota floreale-fruttata. 


Charvir (F23P65)

Charvir F23P65 (foto FEM)

Lo Charvir (F23P65) è una varietà a bacca bianca selezionata per le sue caratteristiche di acidità e pH adatte alla produzione di basi e vini spumanti, è un incrocio tra Merzling e FR 945-60.


Valnosia (F26P92)

Valnosia F26P92 (foto FEM)

La Valnosia (F26P92) è un incrocio tra Nosiola e Bianca. Entrambe le varietà a bacca bianca si caratterizzano per il diverso e complesso contenuto aromatico. Si ottengono vini freschi leggermente aromatici che ricordano le erbe aromatiche con note di frutta secca, di medio corpo e buona sapidità. 


La quinta varietà iscritta al Registro nazionale e proposta da CIVIT, ha origini Ungheresi ed è stata creata nel 2004 da Kozma, Pal jr., è il Pinot Regina.

Pinot Regina

Pinot Regina (foto FEM)

Il Pinot Regina è un incrocio tra Pinot noir e Kozma 99-1-48. Le caratteristiche olfattive sono simili al Pinot nero ed è indicato sia per la spumantizzazione che per la vinificazione in rosso. 


3 altre nuove varietà resistenti arrivano da Vitis Rauscedo e Rebschule Freytag. Sono una a bacca bianca, il Cabernet Blanc, e due a bacca rossa, Pinotin e Cabertin.

Si tratta di incroci già diffusi in altre paesi la cui genealogia non è chiarissima, ma che farebbero capo a Cabernet Sauvignon e Regent. Sono state create in Germania nel 1991 dal breeder privato Valentin Blattner. In Italia arrivano grazie al progetto “Vitis Piwi” di Vitis Rauscedo, finalizzato alla propagazione e distribuzione in Italia di barbatelle certificate delle varietà PIWI nell’ambito del partenariato con l’Istituto Statale di Viticoltura di Friburgo (WBI-FR) e con il vivaio Rebschule Freytag. Vitis Rauscedo ha già avviato l’iter di classificazione regionale in Friuli. Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Vitis Rauscedo ha sede a San Giorgio della Richinvelda (PN).

Cabernet Blanc

Cabernet Blanc (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

I vini ottenuti dal Cabernet Blanc, a seconda dello stile di vinificazione e della maturità delle uve, possono avvicinarsi allo stile dei Sauvignon Blanc neozelandesi fino a ricordare frutti esotici. Vini complessi con un’acidità matura e con un potenziale promettente all’invecchiamento vengono spesso vinificati con il metodo del “fumé blanc”.


Cabertin

Cabertin (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

I vini prodotti dalle uve di Cabertin hanno molte delle qualità del loro genitore genetico Cabernet Sauvignon. Ricorda il ribes nero, il pepe rosso e nero, il caffè e il tabacco speziato oltre ad avere una buona struttura tannica. Le vendemmie che permettono una lunga maturazione, donano dei tannini morbidi e avvolgenti. Nelle stagioni in cui la maturazione non è completa i tannini possono essere astringenti e scomposti. Un prolungato invecchiamento nelle botti è molto favorevole per la longevità di questi vini.


Pinotin

Pinotin (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

Il colore del vino ottenuto da uve di Pinotin è di un color rosso rubino e l’aroma ricorda ciliegie con una bassa acidità e una tannicità ridotta. Ciò rende questo vino rosso e fruttato di facile beva.


Dall’Università degli Studi di Udine e Istituto di Genomica Applicata IGA, insieme ai Vivai Cooperativi Rauscedo VCR, arrivano quattro incroci, due a bacca bianca, Pinot Iskra e Kersus, e due a bacca nera, Pinot Kors e Volturnis.

Le varietà presentano un’ottima resistenza alle malattie, buona produttività e vigore, ed un potenziale enologico pari se non superiore ai genitori di V. vinifera. Questi vitigni, attualmente al quarto anno di sperimentazione agronomica ed enologica presso il centro sperimentale VCR, sono stati messi a dimora anche in diversi appezzamenti test in diverse regioni italiane ed estere. Questi nuovi incroci, alle prime degustazioni ufficiali sono stati particolarmente apprezzati sia dai viticoltori che dagli enologi e consumatori in generale.


Pinot Iskra

Pinot Iskra (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Pinot Iskra è un genotipo a bacca bianca, ottenuto dall’incrocio del Pinot Bianco con il donatore di resistenza SK-00-1/7. Vitigno di buona vigoria con portamento della vegetazione semieretto. Grappolo medio o medio-piccolo (168 g*), cilindrico, mediamente compatto con una-due ali piccole. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina debole, di colore verde-dorato. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione mediamente precoce (29 di Agosto*). Produzione media (3.1 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 1, Rpv 12) e all’oidio (Run 1, Ren 3). Buona resistenza alle minime invernali fino a -20°C. A livello sensoriale il vino di UD-109,033 assomiglia molto al parentale Pinot bianco. Il quadro aromatico presenta una buona intensità degli aromi fruttati fermentativi, floreali e agrumati. Il vino ha notevole freschezza e persistenza. Si presta per la produzione di buone basi spumante o per vini profumati da consumarsi giovani o con brevi periodi di affinamento.

Kersus

Kersus (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Kersus, risultante dall’incrocio del Pinot bianco con SK-00-1/7, è un vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione semi-eretto. Grappolo di dimensioni medio-grandi (263 g*), cilindrico, compatto con una o senza ali. Acino medio-piccolo, di forma. sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina media, di colore verde-dorato. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e mediamente precoce (8 di Settembre*). Produzione e elevata (4.5 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 12) e buona resistenza all’oidio (Rpv 3). Buona resistenza alle minime invernali fino a -20°C. A livello sensoriale il vino di UD-109,052 assomiglia allo Chardonnay con qualche nota di Pinot grigio. Il quadro aromatico presenta una elevata intensità di profumi floreali ed agrumati che sfociano nella frutta esotica. Si ottengono vini strutturati caratterizzati da intensi sentori fruttati dotati di notevole freschezza. Si presta alla produzione di vini da consumarsi giovani o con brevi periodi di affinamento.

Pinot Kors

Pinot Kors (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Pinot Kors deriva dall’ incrocio del Pinot nero con il 99-1-48. Vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione orizzontale. Necessita di interventi di potatura verde per alleggerire la massa vegetativa. Grappolo di dimensioni medie o mediogrande (275 g*), conico, mediamente spargolo con 3-4 ali. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente sottile con pruina media, di colore blu nero. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e media (15 di Settembre*). Produzione e medioelevata (3.6 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 1, Rpv 12) e all’oidio (Run 1). Il profilo sensoriale di UD-156,537 è simile al parentale Pinot nero. Il quadro aromatico si apre con delicati sentori floreali che richiamano la rosa, per proseguire con intense note di frutti rossi e spezie. Più che ottimo il quadro polifenolico in qualità, intensità e ampiezza, elevato il contenuto antocianico. Queste caratteristiche lo predispongono alla produzione di vini da medio-lungo affinamento.

Volturnis

Volturnis (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il. Volturnis è stato ottenuto incrociando il Pinot nero con il donatore di resistenza 99-1-48. Vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione semieretto. Grappolo di dimensioni medie o medio-grande (263 g*), conico, compatto con 3-4 ali. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina abbondante, di colore blu nero. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e media (13 di Settembre*). Produzione medio-elevata (3.6 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 12) e sensibile all’oidio in quanto non presenta i relativi geni di resistenza. Resistenza alle minime invernali fino a -20°C. Il profilo sensoriale di UD-156,312 è simile al parentale di Pinot nero. Il quadro aromatico presenta una buona intensità di frutti rossi e fruttato maturo, che richiama le ciliegie nere e la fragola di bosco, percepibili anche nel retrogusto. Più che ottimo il quadro polifenolico in qualità, intensità e ampiezza, elevato il contenuto antocianico. Queste caratteristiche lo predispongono alla produzione di vini da medio-lungo affinamento.

*Media di 3 anni (2016-2018); Località Centro Sperimentale VCR, Guyot, 2.8 x 1


Schede Cultivar

Comunicati

Fonti

Fondazione Edmund Mach FEM

Vitis Rauscedo

VCR Vivai Cooperativi Rauscedo

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