Categoria: Kersus

Quanto vale la sostenibilità?

Workshop, Seminario e Fiera Bio & Piwi. Oderzo 24 ottobre 2020.

La risposta che vorrei dare alla domanda del titolo di questo evento, svoltosi qualche giorno fa, è che la sostenibilità vale quanto il nostro futuro. Si potrebbe sintetizzare che non possiamo più avere uno stile di vita basato sullo sfruttamento delle risorse a discapito della salute nostra e del pianeta. In ambito vinicolo la sostenibilità vale la salute degli operatori, di chi vive in prossimità delle vigne e della vita stessa del terreno e degli organismi viventi che lo popolano. A queste necessità ma anche alle problematiche conseguenti al cambiamento climatico e al proliferare delle malattie della vite, i vitigni resistenti (Piwi), protagonisti di questo evento, forniscono la risposta più avanzata e sostenibile.

L’organizzatore dell’evento è l’associazione Biovenezia che nell’ambito del progetto Territoribio pone l’attenzione sulla coltivazione biologica e su come si possa creare un futuro più sostenibile coinvolgendo i diversi protagonisti nella regione Veneto ma non solo. Una mission importante che in ambito vinicolo e Piwi vede una costante crescita di produttori e una sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori.

Se poi diamo uno sguardo al  futuro e al lavoro di enti di ricerca come il CREA e alle selezioni in atto tra i vivaisti si possono vedere numerose varietà Piwi che andranno a implementare l’offerta di vitigni resistenti. Essendo in Veneto, la varietà più attesa è senza dubbio la Glera (Prosecco) resistente. Sarà disponibile nel giro di qualche anno e potenzialmente potrebbe segnare una svolta epocale verso la sostenibilità.

Alexander Morandell, Lionella Genovese e Daniele Piccinin

Passiamo ora al succo della manifestazione, quella in presenza, che grazie al team di Biovenezia con il suo presidente Daniele Piccinin e alla forza inesauribile di Lionella Genovese si è potuta svolgere. C’era davvero bisogno di conoscersi e guardarsi negli occhi di persona. Per quanto veri, i rapporti digitali sono comunque un’altra cosa. Conoscere persone come Alexander Morandell è stato un grande onore, così come salutare per la prima volta produttori che avevo sentito solo per telefono o email.

Il succo, quello vero e fermentato, si è degustato nei 22 calici proposti al seminario sui Bio & Piwi. Il livello qualitativo è stato elevato e ha mostrato un panorama variegato sui Piwi Veneti e non solo. Sebbene abbia fatto fatica a sintetizzare un giudizio di ogni vino in pochi secondi e con un solo piccolo sorso di vino, posso dire che qualcuno è riuscito comunque a colpirmi al cuore come novità o a confermare quella piacevolezza che già conoscevo.

Voglio citare, in ordine di degustazione: 

Reverso 2019 di Sara Meneguz – Corbanese di Tarzo (TV)

Aromera 2019 di Wineplant – Caldaro (BZ)

Resiliens 2019 de Le Carline – Pramaggiore (VE)

Solaris 2019 AVA Consorzio Viticoltori Alpago – Chies d’Alpago (BL)

A-mors 2019 bianco de Le Rive – Ponte di Piave (TV)

Planties Weiss 2019 di St Quirinus – Caldaro (BZ)

Ratio 2019 (Bronner e Johanniter) di Ceste Vini – Govone (CN)

Rukh 2018 (Bronner e Johanniter) di Nove Lune – Cenate Sopra (BG)

Rebellis 2018 (Solaris) di Giannitessari – Roncà (VR)

Souvignier Gris 2018 della Cantina Gentili – Caprino Veronese (VR)

La giornata è proseguita al banco di degustazione che si è svolto in un bel clima rilassato e con la possibilità di soffermarsi a chiacchierare con ognuno. È stato bello scoprire alcune produzioni al banco di Piwi International dove ho trovato gli amici Gabriele (enologo in Nove Lune) e Devid della cantina Alpi dell’Adamello. Di questi assaggi segnalo per piacevolezza l’Immelen 2018 da uve Solaris della cantina svedese Kullabergs.

Ho poi avuto il piacere di conoscere il Dott. Cecon e le vinificazioni dei nuovi vitigni VCR ed apprezzarne in particolare il bianco Kersus e il rosso Pinot Kors. Penso che in futuro ne usciranno grandi vini.

Dopo questi assaggi e in prossimità del ritorno a casa, ho fatto un ultimo giro da Alessandro Sala di Nove Lune per assaggiare il fresco Heh da uve Solaris e raccogliere il consiglio di una persona lì presente, di cui purtroppo non ricordo il nome, e che magari qualcuno mi suggerirà in seguito. Una nota di colore in chiusura di questo articolo. Il consiglio riguardava il tasso alcolemico (che mi portava a rifiutare altri assaggi) e l’assunzione di due bicchieri d’acqua prima di mettersi alla guida che ne avrebbero abbassato drasticamente il livello, tanto da non renderlo rilevabile. A me sembrava una teoria bislacca comunque prima di uscire me li son bevuti con gusto quei due calici d’acqua e mi son mangiato anche quei crackers che avevo in auto… (nessun problema nel tragitto).

Mi dispiace non aver avuto più tempo a disposizione per soffermarmi con ognuno, mi ci sarebbero voluti tre giorni almeno. Questa manifestazione ha dato visibilità al lavoro di molti ed è un importante passo per un riconoscimento sempre più allargato dei vitigni e dei vini Piwi. Un appuntamento che spero sia solo il primo di una lunga serie nella bella location della cantina sociale di Oderzo, Opitergium.

Grazie a tutti!

Luca Gonzato

Per maggiori informazioni: Biovenezia , Territoribio

Registrate in Italia 12 NUOVE VARIETÀ di viti resistenti (PIWI)

Salgono così a 32 i vitigni nati da incrocio di varietà diverse di vitis e resistenti alle malattie fungine, presenti nel Registro Italiano delle varietà di vite.

1) F22P09 (N)2) F22P1o (N) 3) F23P65 (B) 4) F26P92 (B) 5) Pinot Regina (N) 6) Cabernet Blanc (B)7) Cabertin (N) 8) Pinotin (N) 9) Pinot Iskra (B) 10) Kersus (B)11) Pinot Kors (N) 12) Volturnis (N)

N: bacca nera – B: bacca bianca

Le prime quattro sono completamente italiane e arrivano dalla Fondazione Edmund Mach (FEM), di San Michele all’Adige (TN), non hanno ancora un vero nome ma solo un codice identificativo: F22P09, F22P10, F23P65 e F26P92. Questi incroci sono il frutto di oltre 12 anni di ricerca che ha visto impegnata la FEM, capitanata dal Prof. Marco Stefanini come coordinatore e il team di ricercatori composto da Giulia Betta, Marco Calovi, Andrea Campestrin, Cristian Chiettini, Silvano Clementi, Monica Dalla Serra, Cinzia Dorigatti, Daniela Nicolini, Tiziano Tomasi, Silvia Vezzulli, Monica Visentin, Alessandra Zatelli, Luca Zulini. A questi vanno aggiunti altri ricercatori FEM che si sono prestati per specifiche parti necessarie all’iscrizione.

Attraverso la collaborazione con CIVIT, Consorzio Innovazione Vite, che ne gestirà il brevetto, le nuove varietà sono pronte per essere coltivate, non solo in Trentino ma in tutta Italia, dopo il necessario periodo di osservazione nelle diverse regioni.

F22P09 ed F22P10

F22P09 (foto FEM)
F22P10 (foto FEM)

F22P09 ed F22P10 sono a bacca rossa, incroci tra Teroldego e Merzling. Presentano caratteristiche di buona tolleranza nei confronti dei funghi peronospora e oidio, ma presentano anche un buon contenuto in antociani, con livelli di diglucosidi inferiore ai limiti legali ammessi nei vini, e polifenoli totali ed un ottimo rapporto zuccheri-acidi. Dalle loro uve si ottengono vini con buona corposità e consistenza e con un buon contenuto in tannini e aromi a gradevole nota floreale-fruttata. 


F23P65

F23P65 (foto FEM)

L’F23P65 è una varietà a bacca bianca selezionata per le sue caratteristiche di acidità e pH adatte alla produzione di basi e vini spumanti, è un incrocio tra Merzling e FR 945-60.


F26P92

F26P92 (foto FEM)

L’F26P92 è un incrocio tra Nosiola e Bianca. Entrambe le varietà a bacca bianca si caratterizzano per il diverso e complesso contenuto aromatico. Si ottengono vini freschi leggermente aromatici che ricordano le erbe aromatiche con note di frutta secca, di medio corpo e buona sapidità. 


La quinta varietà iscritta al Registro nazionale e proposta da CIVIT, ha origini Ungheresi ed è stata creata nel 2004 da Kozma, Pal jr., è il Pinot Regina.

Pinot Regina

Pinot Regina (foto FEM)

Il Pinot Regina è un incrocio tra Pinot noir e Kozma 99-1-48. Le caratteristiche olfattive sono simili al Pinot nero ed è indicato sia per la spumantizzazione che per la vinificazione in rosso. 


3 altre nuove varietà resistenti arrivano da Vitis Rauscedo e Rebschule Freytag. Sono una a bacca bianca, il Cabernet Blanc, e due a bacca rossa, Pinotin e Cabertin.

Si tratta di incroci già diffusi in altre paesi la cui genealogia non è chiarissima, ma che farebbero capo a Cabernet Sauvignon e Regent. Sono state create in Germania nel 1991 dal breeder privato Valentin Blattner. In Italia arrivano grazie al progetto “Vitis Piwi” di Vitis Rauscedo, finalizzato alla propagazione e distribuzione in Italia di barbatelle certificate delle varietà PIWI nell’ambito del partenariato con l’Istituto Statale di Viticoltura di Friburgo (WBI-FR) e con il vivaio Rebschule Freytag. Vitis Rauscedo ha già avviato l’iter di classificazione regionale in Friuli. Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Vitis Rauscedo ha sede a San Giorgio della Richinvelda (PN).

Cabernet Blanc

Cabernet Blanc (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

I vini ottenuti dal Cabernet Blanc, a seconda dello stile di vinificazione e della maturità delle uve, possono avvicinarsi allo stile dei Sauvignon Blanc neozelandesi fino a ricordare frutti esotici. Vini complessi con un’acidità matura e con un potenziale promettente all’invecchiamento vengono spesso vinificati con il metodo del “fumé blanc”.


Cabertin

Cabertin (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

I vini prodotti dalle uve di Cabertin hanno molte delle qualità del loro genitore genetico Cabernet Sauvignon. Ricorda il ribes nero, il pepe rosso e nero, il caffè e il tabacco speziato oltre ad avere una buona struttura tannica. Le vendemmie che permettono una lunga maturazione, donano dei tannini morbidi e avvolgenti. Nelle stagioni in cui la maturazione non è completa i tannini possono essere astringenti e scomposti. Un prolungato invecchiamento nelle botti è molto favorevole per la longevità di questi vini.


Pinotin

Pinotin (foto Vitis Rauscedo / Rebschule Freytag)

Il colore del vino ottenuto da uve di Pinotin è di un color rosso rubino e l’aroma ricorda ciliegie con una bassa acidità e una tannicità ridotta. Ciò rende questo vino rosso e fruttato di facile beva.


Dall’Università degli Studi di Udine e Istituto di Genomica Applicata IGA, insieme ai Vivai Cooperativi Rauscedo VCR, arrivano quattro incroci, due a bacca bianca, Pinot Iskra e Kersus, e due a bacca nera, Pinot Kors e Volturnis.

Le varietà presentano un’ottima resistenza alle malattie, buona produttività e vigore, ed un potenziale enologico pari se non superiore ai genitori di V. vinifera. Questi vitigni, attualmente al quarto anno di sperimentazione agronomica ed enologica presso il centro sperimentale VCR, sono stati messi a dimora anche in diversi appezzamenti test in diverse regioni italiane ed estere. Questi nuovi incroci, alle prime degustazioni ufficiali sono stati particolarmente apprezzati sia dai viticoltori che dagli enologi e consumatori in generale.


Pinot Iskra

Pinot Iskra (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Pinot Iskra è un genotipo a bacca bianca, ottenuto dall’incrocio del Pinot Bianco con il donatore di resistenza SK-00-1/7. Vitigno di buona vigoria con portamento della vegetazione semieretto. Grappolo medio o medio-piccolo (168 g*), cilindrico, mediamente compatto con una-due ali piccole. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina debole, di colore verde-dorato. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione mediamente precoce (29 di Agosto*). Produzione media (3.1 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 1, Rpv 12) e all’oidio (Run 1, Ren 3). Buona resistenza alle minime invernali fino a -20°C. A livello sensoriale il vino di UD-109,033 assomiglia molto al parentale Pinot bianco. Il quadro aromatico presenta una buona intensità degli aromi fruttati fermentativi, floreali e agrumati. Il vino ha notevole freschezza e persistenza. Si presta per la produzione di buone basi spumante o per vini profumati da consumarsi giovani o con brevi periodi di affinamento.

Kersus

Kersus (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Kersus, risultante dall’incrocio del Pinot bianco con SK-00-1/7, è un vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione semi-eretto. Grappolo di dimensioni medio-grandi (263 g*), cilindrico, compatto con una o senza ali. Acino medio-piccolo, di forma. sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina media, di colore verde-dorato. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e mediamente precoce (8 di Settembre*). Produzione e elevata (4.5 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 12) e buona resistenza all’oidio (Rpv 3). Buona resistenza alle minime invernali fino a -20°C. A livello sensoriale il vino di UD-109,052 assomiglia allo Chardonnay con qualche nota di Pinot grigio. Il quadro aromatico presenta una elevata intensità di profumi floreali ed agrumati che sfociano nella frutta esotica. Si ottengono vini strutturati caratterizzati da intensi sentori fruttati dotati di notevole freschezza. Si presta alla produzione di vini da consumarsi giovani o con brevi periodi di affinamento.

Pinot Kors

Pinot Iskra (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il Pinot Kors deriva dall’ incrocio del Pinot nero con il 99-1-48. Vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione orizzontale. Necessita di interventi di potatura verde per alleggerire la massa vegetativa. Grappolo di dimensioni medie o mediogrande (275 g*), conico, mediamente spargolo con 3-4 ali. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente sottile con pruina media, di colore blu nero. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e media (15 di Settembre*). Produzione e medioelevata (3.6 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 1, Rpv 12) e all’oidio (Run 1). Il profilo sensoriale di UD-156,537 è simile al parentale Pinot nero. Il quadro aromatico si apre con delicati sentori floreali che richiamano la rosa, per proseguire con intense note di frutti rossi e spezie. Più che ottimo il quadro polifenolico in qualità, intensità e ampiezza, elevato il contenuto antocianico. Queste caratteristiche lo predispongono alla produzione di vini da medio-lungo affinamento.

Volturnis

Volturnis (foto VCR Vivai Cooperativi Rauscedo)

Il. Volturnis è stato ottenuto incrociando il Pinot nero con il donatore di resistenza 99-1-48. Vitigno di elevata vigoria con portamento della vegetazione semieretto. Grappolo di dimensioni medie o medio-grande (263 g*), conico, compatto con 3-4 ali. Acino medio-piccolo, di forma sferoidale. La buccia è mediamente spessa con pruina abbondante, di colore blu nero. La polpa è molle, di sapore neutro. Epoca di maturazione e media (13 di Settembre*). Produzione medio-elevata (3.6 kg per pianta*). Si adatta alle diverse forme di allevamento e potatura preferendo comunque i sistemi tipo Guyot. Ottima resistenza alla peronospora (Rpv 12) e sensibile all’oidio in quanto non presenta i relativi geni di resistenza. Resistenza alle minime invernali fino a -20°C. Il profilo sensoriale di UD-156,312 è simile al parentale di Pinot nero. Il quadro aromatico presenta una buona intensità di frutti rossi e fruttato maturo, che richiama le ciliegie nere e la fragola di bosco, percepibili anche nel retrogusto. Più che ottimo il quadro polifenolico in qualità, intensità e ampiezza, elevato il contenuto antocianico. Queste caratteristiche lo predispongono alla produzione di vini da medio-lungo affinamento.

*Media di 3 anni (2016-2018); Località Centro Sperimentale VCR, Guyot, 2.8 x 1


Schede Cultivar

Comunicati

Fonti

Fondazione Edmund Mach FEM

Vitis Rauscedo

VCR Vivai Cooperativi Rauscedo

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