Kuckuck 2019 vs Neuberg 2016

Due vini rossi altoatesini in cui il territorio e il Cabernet Cortis sono protagonisti.

Madame Kuckuck 2019, Vogelsanghof

Scura e tenebrosa, mostra un bel rosso rubino sull’unghia, come una guancia arrossata dall’imbarazzo. È molto profumata Madame Kuckuck, fragranze floreali di rose e fruttate di bacche e frutti maturi, lamponi, ribes… un soffio vegetale ricorda il peperone verde, qualcosa di mentolato, le spezie dolci.
Vogelsanghof è una piccola realtà vinicola a sud di Bressanone, poco più di un ettaro coltivato in Biologico a 750m di altitudine.

All’assaggio spinge sulla fragranza e sulla freschezza dell’acidità. Nella progressione si acquieta su note più morbide e alcoliche (13%). Il tannino è levigato e ben integrato. La sensazione tattile è di una frutta fresca in confettura. Torna nel retrogusto con aromi che ampliano lo spettro ai frutti scuri come le more, le susine e i duroni. La balsamicità di erbe alpine accompagna a lungo la persistenza aromatica.

Dimostra piacevolezza e un sorso gustoso. Un vino che ti ricorda il piacere delle cose vere e naturali. Idealmente da abbinare a paste fatte in casa ben condite, salami e salamelle. Servito leggermente fresco allieta anche le cene estive.
Adesso, di fronte alla bellezza delle montagne che mi arriva nel calice, sono io ad arrossire. Ottimo vino.
L’uvaggio è 50/50 di Cabernet Cortis e Cabernet Jura. Una parte del vino affina in botti di rovere rendendolo più equilibrato e ricco al palato. Al terzo giorno è ancora intatto e gustoso.

2022

Neuberg 2016, Laimburg

Neuberg (Castel di Nova), era il nome del piccolo maniero, datato 1300, poi passato dal XVI secolo ai diversi rami della famiglia Trauttmansdorff. Vi soggiornò anche la principessa Sissi, amava Merano e vi portava la figlia Marie Valerie a curarsi. Castel Trauttmansdorff oggi è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano.
Cantina Laimburg ha circa 20 ettari di vigneti distribuiti su vari terreni posti tra i 200 e i 750m. Fa parte dell’omonimo centro di sperimentazione sorto nel 1975. Tra la quindicina di varietà coltivate vi sono anche due Piwi, il Solaris e il Cabernet Cortis.
L’annata 2016 di questa bottiglia offre la rara possibilità di testare un’evoluzione di sei anni per questa varietà figlia dell’incrocio di Cabernet Sauvignon e Solaris.
Il volume alcolico del 14% non è propriamente indicato per l’estate ma ho provveduto ad abbassargli un pochino la temperatura per esaltarne le durezze.
Alla vista è molto consistente, scuro, rosso rubino tendente al granato.
I profumi sono quelli fruttati di bacche nere, more, mirtilli. Colpisce per i sentori balsamici di erbe montane e i ricordi di sottobosco/pineta che evoca.

All’assaggio è robusto, dalla trama fitta e per certi versi austera. Il tannino è importante ed evoluto. La progressione è tesa, di buona acidità e minerale. La parte fruttata si riconferma nel palato in una ciliegia surmatura sotto spirito e nei frutti di bosco. Alla complessità generale si aggiungono i sentori balsamici, fanno pensare al rabarbaro, alla resina di pino e all’alloro. L’affinamento in barrique per 18 mesi, e quello successivo in bottiglia, lo hanno ‘domato’ e reso equilibrato. Immagino quanto fosse tannico in origine.

È un vino di grande struttura, non ha paura del tempo che scorre e dimostra come questo genere di rossi possano avere una lunga evoluzione. Il sorso è impegnativo, richiede qualcosa di succulento in accompagnamento, un gulash ad esempio.
Non è stato facile trovarlo e temo vi siano poche bottiglie in circolazione, ne vorrei almeno un’altra per testarlo a 10 anni. La persistenza è lunghissima. Tanta roba…

Entrambi i vini sono ben fatti ed espressivi del territorio. Il Cabernet Cortis segna molti aspetti aromatici in comune.
Nel Kuckuck c’è la sensazione d’essere lì, in campagna. Come negli altri vini del Vogelsanghof si nota uno stile volto a mettere in bottiglia il frutto fresco dell’annata nel modo più naturale possibile, rendendolo facilmente amabile.
L’assaggio del Neuberg di Laimburg porta con sé una complessità ed una evoluzione diversa. Il tempo e la cura gli hanno donato una nobile personalità.
Balsamicità e mineralità si mostrano in entrambi i vini. Davvero interessanti anche al secondo e terzo giorno d’assaggio. Due rossi che promuovo a pieni voti.

2022