Cerealto 2019, 2018, 2017

Da Cerealto, frazione di Valdagno (VI) una mini verticale del vino prodotto dalla prima azienda vitivinicola veneta ad aver impiantato vitigni resistenti (Piwi). Tre annate che raccontano le Terre di Cerealto e la specificità delle uve Bronner e Johanniter coltivate a 700m/slm su terreni sciolti e ricchi di minerali.

Assaggiare questi vini ti porta immediatamente tra i monti a percorrere sentieri tra le rocce di dolomite. Le sfumature minerali sono una costante che insieme alla sensazione di aria fresca e pungente ti accompagna durante la degustazione. Ognuno dei vini percorre un sentiero diverso, tracciato anno per anno dallo sherpa/enologo Nicola Biasi che in base all’annata ha individuato la via migliore per arrivare al campo base di Bronner e a punta Johanniter.

In vetta ogni annata offre una diversa vista aromatica sul paesaggio sottostante.

Cerealto 2019

Dal colore paglierino tenue si presenta con profumi fragranti di fiori bianchi, penso ad esempio al bosso. Le note fruttate sono giovani, quasi acerbe. All’assaggio mi offrono l’agrume di mandarino e la mela verde. La vena salina e minerale insieme alla bella acidità rendono il sorso molto gradevole. Quello che stupisce di questo vino è la bella giovinezza di aromi che però si coniuga con una lunga persistenza agrumata al palato. In sintesi lo assaggi e ti sembra sbarazzino, poi piano piano si allunga e ti spiega che è speciale e solo lui arriva così in alto senza il fiatone. Equilibrato e verticale. Ottima entrée. Vol. 12%


Cerealto 2018

Qui il colore è intenso, più dell’annata precedente. Regala riflessi dorati e profumi più evoluti di fiori d’arancio, frutta tropicale matura e note di fieno e di miele. Più caldo e complesso all’assaggio, mela golden, frutti esotici, sapidità e sensazioni burrose che fanno da contraltare alla caratteristica mineralità di questo vino. Anche qui la lunghezza gli dona grande personalità. Equilibrato e ricco. Vol 12,5%


Cerealto 2017

I toni cromatici sono brillanti e tenui mi dicono di un vino in ottima salute. I profumi sono eleganti e mettono insieme il frutto agrumato a sentori di pera e mela. Le note evolutive donano alla mineralità sentori di pietra focaia e il ricordo di nonno Riesling. All’assaggio si propongono aromi di frutta tropicale e agrumati. L’acidità e la freschezza sono ancora ben presenti tanto da farmi pensare che questa annata possa evolvere a lungo. Vol. 12,5%


Tre bei vini quelli di Silvestro Cracco e Massimo Reniero, titolari di Terre di Cerealto. Vini diversi con caratteri comuni che si focalizzano sugli aromi agrumati, un grande equilibrio che denota precisione ed infine una mineralità sempre presente. La 2019 è un manifesto di freschezza, racconta dell’inizio e lascia intendere il cammino. La 2018 l’ho trovata pronta e in formissima, ricca e potente pur mantenendo finezza ed eleganza. La 2017 ha gran personalità e sebbene sia già ottima così mi lascia intendere che nei prossimi anni potrà mostrare un orizzonte ancora più stratificato.

Se volete fare un’escursione aromatica tra Bronner e Johanniter dovete volgere gli scarponi verso le Terre di Cerealto in Contrada Chiesa di Cerealto 8/B a Valdagno (VI). sito web

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