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Idòl 2018, Alpi dell’Adamello

Questo Idòl della Cooperativa Alpi dell’Adamello è una anteprima ma allo stesso tempo mi riporta indietro nel tempo, a quando venivo in possesso di un bootleg della band preferita e non vedevo l’ora di farlo girare sul piatto (preistoria tecnologica). In questo caso l’Idolo non è una rockstar e nemmeno quel Saturno venerato dai romani in Val Camonica. È un vino da vitigni resistenti pronipote di Riesling e Pinot grigio.  

Il nome deriva dal latino Idulo e dal dialetto Èdol che identifica la città di Edolo dove ha sede la Cooperativa dei 9 soci di Alpi dell’Adamello. È una microvinificazione non in commercio. Un bootleg vinicolo autorizzato che segna l’esordio del Solaris nelle Alpi dell’Adamello. 

Emoziona come quel lontano concerto dei Pearl Jam a Milano durante il tour promozionale di Binaural. Il sound grunge era da poco sbarcato in Italia e aveva dato voce ai tanti giovani che non si riconoscevano nello stile pop e pettinato dell’epoca. Nirvana, Pearl Jam e Soundgarden ne erano gli alfieri e i miei idoli. Una rivoluzione musicale che mi piace immaginare stia iniziando in ambito vinicolo con i Piwi.

La band dell’Adamello ha i suoi vigneti tra i 750 m e i 900 m di altitudine su suoli composti da depositi morenici e substrato scistoso. Il sound aromatico dell’Idòl è rock, ci senti la roccia e tutta la sua mineralità fatta di sensazioni saline e sentori di montagna. L’attacco è fresco, fiori bianchi e agrumi. Gira teso e energico. Un crescendo dove il riff salino di chitarra saltella sulla lingua. Ricordi di mela acerba e pascoli verdi. Persiste sul palato. Immagino l’acqua gelida di ruscello a rinfrescarmi dopo una camminata in salita nel bosco. Nessuna base pre-registrata come nei vini piacioni. Suona diretto, solo acciaio e malolattica a stemperare quell’acidità che altrimenti ti taglierebbe in due. L’assolo finale è lo sguardo dalla vetta, l’aria pura e pungente nelle narici, il  panorama sulla valle. Bel Solaris all’orizzonte. Attendo la release ufficiale di questo interessante vino di montagna..

In sottofondo Nothingman dei Pearl Jam durante la tappa a Milano.

Società Cooperativa Agricola Alpi dell’Adamello, Via Adamello 29, Edolo (BS) – sito web

Solaris 2017, Castel Annenberg

Mi ero già fatto il film della visita al castello con degustazione sulla merlata e vista sulla Val Venosta. Ma niente, è partito l’antifurto di un appartamento e mi ha rovinato il mood. A questo punto mi accomuna solo la possibilità di guardare dall’alto, dall’ottavo piano. La vista non è sulla Strada del Vino a Castel Monte Sant’Anna ma sui tetti e le tapparelle abbassate dei condomini circostanti. 

La famiglia Fuchs, proprietaria dal 2010 di Castel Annenberg è il produttore di questo Solaris 2017. L’unico Piwi dei cinque vitigni che coltivano su circa un ettaro e mezzo a oltre 1000 metri di altitudine.

I profumi richiamano i prati in fiore in primavera. Penso anche alle foglie di pomodoro, al fieno, alla famiglia aromatica dei tioli. All’assaggio è minerale, sapido, intrigante nei sentori fruttati di pesca gialla e agrumi. È verticale, scende dritto come una lama, con la sua grande freschezza che attraversa la gustosa polposità che riempie le guance. Rimane piacevolmente in bocca con aromi freschi e sfumature minerali che mi ricordano l’acqua fredda di torrente di montagna che scorre sulle pietre levigate. Il finale è tutto agrumato. Ne voglio ancora e ancora. Freddo, molto freddo, all’ultima ora del sole e per tutta la cena. Provo ad abbinarlo al pecorino stagionato del Sulcis che mi sono portato a casa, wow!! Viva l’Italia dal nord alle isole!.

Vino elegante e di grande personalità, un Solaris che ho degustato con gran piacere. Solo alla fine ho guardato la retro etichetta, il volume alcolico è del 14,5%… 😱 A questo punto anche Milano ad agosto mi sembra bella. C’è silenzio, direi -90% del solito. Si è alzato un bel venticello, that’s good. 

Godetevi le vacanze e il buon vino 🌴🍾.

Solaris 2017, Kollerhof

Solaris 2017 Kollerhof.

La tenuta Kollerhof della famiglia Visintin si trova nel famoso terroir di Mazzon, ad Egna (BZ). Ad affiancare la produzione del rinomato Pinot noir c’è il bianco Solaris. Quello che ho davanti è un 2017, Vigneti delle Dolomiti IGT. Appena stappato, mi sono arrivati al naso dei profumi intensi di prati fioriti, di frutto della passione e mandarino, di erbe balsamiche che mi ricordano il timo e la salvia.

All’assaggio è minerale e fresco, leggermente sapido e croccante nella sensazione al palato. Le eleganti note tioliche accompagnano una bella progressione, sempre fragrante con un retrogusto citrino e una discreta persistenza aromatica. Pur avendo il 13,5% di volume alcolico rimane molto fresco e di grande piacevolezza. Il terroir gioca sicuramente un ruolo fondamentale in questo Solaris di strepitosa freschezza, davvero un piacere gustativo in queste serate calde d’estate.

Se non fosse per i 300 chilometri che separano Milano da Egna ci farei un salto per l’aperitivo accompagnandolo con qualche fetta  di speck e del formaggio di montagna, mi godrei poi il fresco serale e mediterei sui piaceri della vita. (…poi è andata che l’aperitivo l’ho fatto in terrazza e al tramonto sono rientrato in casa accendendo l’aria condizionata, a Milano di aria fresca serale non se ne parla ma ho comunque meditato sui piaceri della vita, il Solaris ha aiutato).

Se non sei troppo lontano dall’Alto Adige, la Tenuta Kollerhof è in Via degli Alpini 11 ad Egna (BZ), sito

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