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Thomas Niedermayr, Hof Gandberg

Codice d’accesso: 04 06 11

Finalmente è arrivata l’occasione per assaggiare i vini di questa famosa cantina di San Michele Appiano (BZ). Ero incuriosito dai vini di Thomas Niedermayr e padre perchè sono stati tra i capostipiti del biologico e dei vitigni resistenti in Alto Adige. L’azienda si fonda sui valori del rispetto della natura e della biodiversità. Dal 1991 è associata e certificata Bioland. Dei loro sei vini da uve Piwi ne ho presi in considerazione tre, tutti dell’annata 2016. Prima delle note di degustazione, qualche informazione sull’ubicazione dei vigneti che sono a circa 500 m slm ed influenzati dal microclima delle buche di ghiaccio e del “Gandberg”, il massiccio roccioso da cui prende il nome la cantina. I terreni sono perlopiù costituiti da argille e calcaree con alta presenza di roccia dolomitica bianca.


TN 04 Bronner 2016

Il 2004 è l’anno in cui sono state piantate le viti di Bronner di questo vino dal 13% di volume alcolico. Vinificato con una breve macerazione di un giorno e fermentato con lieviti indigeni. Affina sui lieviti per qualche mese in acciaio, in legno neutro per 4 mesi e ritorna poi in acciaio per altri 4. È stato imbottigliato, non filtrato, nel 2017. Mitterberg IGT.

Profuma di agrumi e fieno. In bocca è minerale e complesso. Mi ricorda la polpa gialla della pesca, la nespola, la felce e il timo. La mineralità accompagna a lungo le sensazione aromatiche che si allungano in un bel finale. È difficile da decifrare nella trama ma dimostra personalità e unicità, un vino ‘emozionale’ che si discosta molto da altri Bronner assaggiati. A furia di piccoli sorsi, la bottiglia è alla fine. Dimostra piacevolezza e suscita curiosità. Un vino da leggere più volte.


YN 11 Gandfels 2016

Le uve sono un blend di Piwi a bacca rossa (vedendo le annate precedenti dovrebbero essere di Cabernet Cantor e Cabernet Cortis). Fermentazione con lieviti indigeni e pressatura dopo tre settimane, affina un anno in botte di rovere neutra e un anno in acciaio. Imbottigliato non filtrato nell’agosto 2018. Volume alcolico 13,5%.

I profumi balsamici si espandono dal calice, ricordi di eucalipto e ginepro, arrivano note di cioccolato e vaniglia, di ciliegie, mirtilli, spezie ed infine quei sentori vegetali che ricordano il peperone verde, tipico dei Cabernet. È elegante e fine con un bouquet molto piacevole. In bocca esplode il frutto fragrante e si amplifica la freschezza di un’acidità che lo mantiene giovane e probabilmente longevo per molti anni. Mentre si allunga si ripresentano le note di affinamento in legno e i sentori balsamici. È un gran bel rosso, armonico e di spessore. Un rosso da competizione in grado di soddisfare anche i palati più scettici.


06 Abendrot 2016 

È un vino da Souvignier Gris, una varietà le cui uve hanno un bellissimo colore che vira dal magenta al viola e che nella genealogia annovera due importanti vitigni, il Gewurtztraminer e il Riesling. Abendrot (ultimi bagliori), è quello che comunemente viene definito un orange wine. Le sue uve vengono macerate per circa un mese ed affina quasi due anni prima dell’imbottigliamento, per metà in acciaio e per metà in legno di rovere neutro. Imbottigliato non filtrato ad agosto 2018. Volume alcolico 13,5%. Mitterberg IGT.

Alla vista è spettacolare, un’arancio/ambrato che andrebbe registrato tra i colori Pantone. I profumi mi ricordano il frutto della passione e l’albicocca disidratata, all’assaggio prevalgono gli aromi agrumati di mandarino e i fiori bianchi, penso al glicine e al bosso. Una bella sinfonia accompagnata da freschezza e mineralità. La sapidità e una sensazione gessosa con sfumature speziate di vaniglia e cannella chiudono una progressione articolata e persistente. La leggera astringenza dei tannini rimane poi tra le guance in attesa di qualcosa di adeguato da accompagnare. C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma consiglierei un cibo speziato oppure un pecorino stagionato piccante o, come ho provato io con estremo piacere, il salmone in crosta di pistacchi. Gran bel vino che da appassionato mi ha regalato sensazioni uniche.


Non saprei dire se questi tre assaggi sono abbastanza per farmi un’idea della cantina ma guardando da lontano, dalla città, mi sembra di sentire l’aria pungente e i profumi dei campi fioriti quando assaggio questi vini. Alle sensazioni di naturalità si associano quelle di eleganza e finezza che dimostrano una produzione attenta e qualitativa. Nell’ordine di assaggio vanno anche le mie preferenze gustative, certo che l’Abendrot è il fuoriclasse che vorrei avere sempre disponibile in cantina.

Thomas Niedermayr, Hof Gandberg Via Castel Palú 1, S. Michele/Appiano (BZ) – sito web

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