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Spumante Naran 2017 extra brut, Pravis

Spumante metodo classico da uve Johanniter coltivate a circa 350m di altitudine in località Naran di Vezzano (TN). Affina 12 mesi sui lieviti. In etichetta l’Ouroborus, il serpente che si morde la coda. Simbolo del perpetuo moto del mondo. I quattro elementi, le quattro stagioni, le quattro parti del giorno, le quattro età dell’uomo. A produrre questo vino spumante di qualità, ad impatto zero, millesimo 2017, è l’Azienda Agricola Pravis di Lasino (TN). 

Cristallino dai riflessi dorati, ha bollicine abbastanza fini e numerose. Il profumo è fine e ricorda frutti d’agrume di cedro e lieviti. L’assaggio è strutturato, ingresso fresco e scorrevole che si allarga su note di lime/mela verde e di mandorle. La costante minerale di questo extra brut accompagna fino alla fine una piacevole persistenza aromatica.

Silver medal 2020 agli International Piwi Award. Volume alcolico 12,5%. Mi piace per la verticalità e la punta di sapidità che arriva alla fine insieme alle sensazioni minerali.

Azienda Agricola Pravis, Loc. Le Biolche nr 1, Lasino (TN) – sito

Ratio, Ceste

Questo è un Post, nel senso che è stato scritto “dopo”. Raccoglie note di degustazione di diversi momenti tra il 2019 e il 2020. Un vino del cuore che mi piace ricordare e soprattutto assaggiare ogni volta che se ne presenta l’occasione.

La prima volta è stata a Biassono, nel maggio 2019, durante l’evento Vinissimo, quando ancora non si sentiva parlare di pandemia e si passava felici da una fiera all’altra. Al banchetto all’aperto di quella fiera c’era il Sig. Pierguido Ceste con il figlio, e due annate (2017 e 2016) del loro vino bianco Ratio ottenuto da uve Solaris e Johanniter.

Ceste produce una vasta gamma di vini tipici piemontesi e in solo mezzo ettaro ha impiantato varietà resistenti. Primo segnale di attenzione ai Piwi in terra piemontese. All’assaggio il Ratio mi ricorda i migliori Riesling Renani, entrambe le varietà utilizzate hanno infatti una parentela stretta con il Riesling. È stato premiato agli International Piwi Wine Award con l’Oro nel 2018 e l’argento nel 2017. Grande freschezza e piacevolezza gustativa nella 2017, aromi di campo, pesca gialla. Nella 2016 si aggiungono i sentori tipici del Riesling in evoluzione a ricordare gli idrocarburi. Entrambi colpiscono per la grande eleganza che esprimono in bocca.

Ho poi aperto una bottiglia che avevo in cantina dell’annata 2017 a fine giugno 2020. L’occasione è stata la presentazione “a distanza” della mia tesina sui Piwi al SUMAV (scuola universitaria maestri assaggiatori di vino, corso svoltosi prima del lockdown a Grugliasco, in Piemonte). Volevo proprio il Ratio perchè è l’unico Piwi piemontese e mi sembrava il giusto tributo a questa regione simbolo della viticoltura e una bella sorpresa per l’esaminatore (Francesco Iacono, presidente di Onav).

Di quella degustazione ricordo la piacevolezza e l’evoluzione degli aromi che viravano più sul frutto tropicale maturo con accenti di pietra focaia. L’equilibrio lo rendeva più smussato e rotondo rispetto ai precedenti assaggi. Mi è dispiaciuto non poterlo condividere, perchè quella bottiglia, annata 2017, era davvero ottima e indicava un percorso evolutivo di grande valore. Penso che tra 5/10 anni sarà sorprendente. 

Da quel momento i miei assaggi di vini Piwi sono diventati sempre più numerosi. Ho spesso ripensato al Ratio e a quanto il valore del Terroir langarolo si trasmetta nei vini (indipendentemente dalle varietà), donando una complessità e uno spessore unico. 

Ad Ottobre 2020, poco prima che si chiudesse di nuovo tutto per il Covid, all’evento sui vini Bio & Piwi svoltosi a Oderzo, ho ritrovato con gran piacere il Ratio dell’ultima annata, la 2019. Ha confermato le sue caratteristiche di complessità e armonia che già conoscevo. Mi fa molto piacere sapere che il Ratio continui a crescere, penso sia un gran vino e spero davvero di trovarlo presto in vendita per farne scorta.

Azienda Agricola Ceste Franco di Ceste Pierguido, C.so Alfieri 1 – Govone (CN) – sito

310-2019 Nove Lune

Sono passate le 18 e all’enoteca personale ho stappato una bottiglia Resistente, alle malattie fungine, ai Dpcm e alle angosce. A Milano non è che proprio si respiri una bella aria quindi ho pensato che ci vuole qualcosa per cambiare il mood che aleggia sulla città. Una buona cena con un buon vino ad esempio. Ho scelto il 310 di Nove Lune che mette insieme le uve di 3 vitigni che per l’occasione paiono tre moschettieri, Solaris, Bronner e Johanniter. Insieme sono una forza aromatica unica e irresistibile. Le vigne da cui provengono le uve sono a zero trattamenti. Definire il 310 solamente un vino biologico è riduttivo, è piuttosto un Superbio.

Nel calice è splendente con riflessi dorati, emana profumi di Sambuco e di mela. All’assaggio arrivano aromi retronasali più caldi, di tostatura e di frutta a polpa gialla che vanno a mixarsi con sentori più acerbi e agrumati. La vinificazione e l’affinamento in barrique rendono questa annata 2019 dinamica e ricca di spunti aromatici. Rimane a lungo in bocca e nel finale ritorna fresco ed invitante al nuovo sorso. Per la “buona cena” ho accostato un piatto di seppie con patate e piselli. Tutta la freschezza del 310 gioca a braccio di ferro con la dolcezza di patate e piselli mentre l’aromaticità abbraccia quella delle seppie. Stasera non voglio sentire il notiziario, preferisco leggere un vino.

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